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recensione romanzo "Ferro Sette" di Francesco Troccoli





ARMANDO CURCIO EDITORE

pag. 320

ISBN 9788897508205

Prima pubblicazione 18 - 04 - 2012

Genere: fantascienza



Trama-Spoiler:

L'avventuriero Tobruk Ramarren, mercenario e cacciatore di taglie, viene spedito dalla burocrazia governativa a indagare sul pianeta semi-terraformato di Harris IV, nel sistema solare di Harris. In particolare egli dovrebbe investigare sul calo della quota estrattiva accusato nelle miniere di Ferro Sette.

Le sue indagini prenderanno da subito una pessima piega: fatto prigioniero dai minatori, scoprirà che il loro capo è il suo fraterno amico ed ex commilitone David Hobbes, il quale lo terrà in semi-prigionia e gradualmente gli svelerà alcuni imprevedibili retroscena. Ad esempio, i minatori di Ferro pare che vivano circa un secolo, contro i sessant'anni scarsi della vita comune all'epoca. In più l'immaginoso Hobbes non gradisce le continue intrusioni della burocrazia statale nel suo distretto minerario e addirittura immagina di sfruttare alcuni contrasti in atto nella famiglia degli oligarchi governativi a suo favore, organizzando una rivolta in armi dell'intero Harris IV, nella speranza di allargarla ad altri settori del sistema Harris.

Tobruk  inizialmente sarà pervaso dalla passione per la bella Alina, poi si lascerà affascinare da una telepate Nippho, ambedue collaboratrici di Hobbes. Tuttavia alla fine lo spirito da avventuriero prevarrà e lui, dopo aver salvato un uomo di fiducia di Hobbes e altri minatori da un attacco dei droni governativi, fuggirà dal pianeta e, presto incarcerato dal suo stesso mandante governativo, evaderà a fatica grazie ad alcuni ex compagni d'avventure, capitanati dal contrabbandiere Friar.

Tuttavia molti particolari non gli quadrano e, finalmente lontano dalla stretta di Hobbes, il protagonista per vederci chiaro  abbandona alla chetichella Friar e torna indietro su Ferro Sette, arrivandovi a rivoluzione iniziata. Dopo alcuni brutali combattimenti con i dischi volanti nemici finalmente Tobruk apprenderà le verità che Hobbes gli aveva in gran parte nascosto...

 

Stile:

Fresco, spigliato, veloce. Curiosa la presenza in alcune parti del libro del monologo interiore alternato al discorso indiretto.  Le continue sorprese piovute addosso al protagonista lo costringono a frequenti meditazioni, ma va detto che anche questi momenti statici non intaccano per nulla la linearità del testo. La sintassi è curata alla perfezione, buoni i dialoghi, efficaci le descrizioni paesaggistiche e tecnologiche.

 

Intreccio:

In realtà Ferro Sette non è un romanzo semplice, l'intreccio è molto molto complesso e si dipana fra la solitudine, spesso sofferta, di Tobruk Ramarren e l'universo squallido e para-feudale che l'autore gli ha cucito intorno. Una serie di intrighi, trame politiche truffaldine, congiure di palazzo e pressioni burocratiche racchiudono una dimensione quasi orrorifica, solo in parte edulcorata dalla grande forza d'animo di David Hobbes e dei suoi seguaci. Non è chiaro se questo universo sia retto da un imperatore circondato da aristocratici simili ad avvoltoi o da una sorta di confederazione repubblicana a carattere dichiaratamente oligarchico e nepotista, di sicuro il futuro descritto da Francesco Troccoli si è disfatto della democrazia. Ne risulta una lettura avvincente, istruttiva, mai noiosa e spesso di alto valore formativo. Il ritmo narrativo è valido e veloce nelle scene d'azione, più compassato nei capitoli-snodo, dedicati alla progressiva maturazione di Tobruk. Insomma, stiamo parlando di un romanzo completo.

 

Giudizio:

Ferro Sette è un gran libro, un romanzo di SF che, ove fosse stato scritto da un americano, già sarebbe conteso a sciabolate tra la Nord e l'Urania Mondadori. Va pertanto apprezzata la perseveranza dell'autore, che se pur conscio delle difficoltà del mercato fantascientifico italiano non ha mollato e alla fine è riuscito a convincere un grande editore come Armando Curcio a pubblicare un testo che, mi permetto di aggiungere, oltre all'indiscusso valore letterario presenta anche un chiaro richiamo commerciale. Di fatti Ferro Sette pur essendo un romanzo di SF dallo stampo classico non è né astruso né criptico e non allontanerà il pubblico generalista. Dando per scontato un voto d'eccellenza, attendo l'uscita del seguito del romanzo, ancora in fase di programmazione (almeno a quanto mi ha detto l'autore).

 

 

Voto 9

 

Edorzar

Category: My articles | Added by: edorzar (25/Jun/2012)
Views: 846 | Comments: 1 | Rating: 5.0/1
Total comments: 1
1  
Caro Vito, come già in passato, sono onorato di essere sul tuo blog. Questa volta si tratta del mio romanzo Ferro Sette, e quindi ne sono ancora più felice. Grazie per le tue considerazioni su me e sul libro. In merito al seguito, benché Ferro Sette sia nato con una pretesa di autosufficienza e autoconclusività, confermo che ci sarà un seguito, purché naturalmente Curcio e il sottoscritto conservino l'attuale liaison. smile

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