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Main » 2010 » December » 14 » Prezzo e qualità del libro: rapporto malassortito
08:52
Prezzo e qualità del libro: rapporto malassortito

Ieri sul forum del Writer's Dream è impazzata una discussione relativa al prezzo medio dei libri degli esordienti, generalmente troppo alto rispetto alla qualità proposta. Molti lettori, scrittori editori e perfino un paio di presuntuosissimi esordienti si sono dati battaglia sia sul WD medesimo che su Facebook, costituendo una sorta di ammucchiata generale nella quale è difficile separare grano e miglio. Balza subito agli occhi che a scaldare gli animi  sono stati eminentemente degli interventi polemici ed esasperati di un'utente esterna al WD medesimo, poi tutto il resto è venuto da sé.

CIT.
La questione sollevata in questo thread scopre altarini prosaici e in realtà molto più risplendenti di quanto si possa credere.
Il problema non è di carattere culturale ma economico. Il mercato del libro in Italia tira poco o niente e ha margini di remunerazione bassissimi. A questa prima certezza se ne contrappone una seconda antitetica, quella di un’offerta enormemente superiore all’asfittica domanda. 
Ne deriva una spirale inflazionistica che:
o Consente la sopravvivenza soltanto alle Major-oligopoliste;
o Schiaccia le ‘Minor’ in nicchie di mercato assolutamente insufficienti a riassorbire l’esuberanza d’offerta;
o Incentiva le Minor a sopravvivere utilizzando altri mezzi, congenerando e amplificando il deleterio fenomeno dell’E.A.P.

Alla base del circolo vizioso vi è anche un’organizzazione del mercato librario totalmente sfavorevole agli editori, ivi inclusi i maggiori; i costi della distribuzione libraria intercettano dal 50 al 80% del prezzo del libro lasciando agli editori, detratti gli aggi librari, una media del 20% del prezzo di copertina, dal quale saranno scalate imposte e tasse. Una simile anomalia nella redistribuzione del reddito prodotto comporta l’impossibilità di percepire guadagni senza vendite sostenute e quindi l’insostenibilità della posizione competitiva da parte degli editori più piccoli e/o meno distribuiti. 
A bilanciamento di tale perdita di competitività nonché unica alternativa al disinvestimento e alla chiusura, risalta una scelta obbligata: la pubblicazione (non necessariamente a pagamento) di prodotti di mediocre qualità, vendibili a nicchiarelle di acquirenti ‘gestibili’ quali la comitiva e la famiglia dell’autore, suoi amici di blog, compari e comari di ballatoio. Di fronte a un simile commercio ‘mansuefatto’ non bisogna stupirsi se i prezzi sono abbondantemente fuori-mercato!
Tali opere di modesta fattura arriveranno a fatica in poche librerie, occasionalmente annovereranno tra i propri ranghi degli scritti validi ma per la maggiore contribuiranno a livellare verso il basso la produzione editoriale indipendente erafforzeranno gli oligopolisti, politicamente capaci di creare da sé soli il mercato e di imporre alla pubblica opinione una serie di ‘best seller’ costruiti a tavolino previe (costose) azioni di puro marketing e totalmente (o quasi totalmente) distaccate dall’effettivo valore dell’opera prescelta. La critica letteraria indipendente, ormai esiliata al rango di cenerentola, nulla può contro un simile sistema decadente eppur inattaccabile, giacché il potere politico delle major è strabordante e una severa e competente recensione negativa non ha la forza di confutare un fiume di osannanti pareri prezzolati, magari editi su testate nazionali.
Conseguenza ulteriore del quid è che se l’esordiente nella piccola-media editoria è fatalmente stroncabile dal recensore indipendente, il fortunato esordiente nella grande editoria può tranquillamente farsi beffe dei critici (provate un po’ a recensire negativamente "Tre” di Melissa P… pensate di frenare le vendite di un simile cumulo di spazzatura targata Einaudi? Onestamente la vedo nera). 
Succo di questo mio noiosissimo post è che:
IL MERCATO EDITORIALE ITALIANO È MALATO E SFORNA LAVORI MEDIOCRI PER VIA DI SCELTE POLITICO-ECONOMICHE CONSAPEVOLI EFFETTUATE A MONTE.
Scuole di scrittura (nelle quali credo poco) e stage editoriali possono aiutare un po’ a risollevare la qualità media degli scritti ma di certo se si legge poco e se il grosso di quel poco è costituito da ‘prodotti’ scelti e imposti da un numero limitato di economisti alieni alla cultura, ovviamente tale LETTERATURA RAFFAZZONATA PARTORIRÀ AUTORI EQUIVALENTI con buona pace di Fabio Volo & Co.

Edorzar



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