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Main » 2012 » August » 5 » PERCOCO di Marcello Introna
21:50
PERCOCO di Marcello Introna



Titolo: Percoco
Autore: Marcello Introna
Editore: Il Grillo
Pagine: 284
Genere: romanzo di formazione
ISBN: 9788866530442

Il caso Percoco fu uno dei più atroci episodi di stragismo familiare mai verificatisi in Italia, in particolare a Bari, dove negli anni 50 era già presente una forte conflittualità malavitosa, ma dove pure un vero e proprio serial killer non era ancora balzato agli onori della cronaca.

 

Il romanzo formativo di mio fratello ha ricostruito, con trascurabili concessioni allo spettacolo e qualche scelta narrativa un po' demodè, la psicologia distorta e repressa dell'assassino, accompagnandolo dall'adolescenza alla maturità fino all'epilogo, noto a tutti i baresi over quaranta.

 

Io personalmente (classe '70) questo episodio non lo conoscevo, anche perché pur essendo ancora presente nella mente di tutti i baresi anziani, è evidente il tentativo di damnatio memoriae delle efferatezze del debole, sfortunato eppur terribile Franco Percoco.

 

A contribuire all'oblio del caso ci si mise anche la Procura della Repubblica di Napoli, la quale, forse non ancora abituatasi all'idea che il fascismo fosse caduto da oltre un decennio, ordinò sciaguratamente il ritiro di tutte le copie della Gazzetta del Mezzogiorno che illustravano l'episodio, all'indomani del ritrovamento dei cadaveri massacrati dall'assassino.

 

Franco Percoco fu catturato a Ischia due giorni dopo e condannato all'ergastolo. Uscì di galera dopo ventidue anni e pare che una volta libero si sia rifatto una vita. In ogni caso è morto per cause naturali a Torino nel 2001, raggiunto dal fratello Vittorio (cleptomane e scassinatore), morto un anno dopo in provincia di Cuneo.

 

La trama del libro è abbastanza fedele all'andamento dei fatti: il protagonista è un ragazzino basso e mingherlino, studente mediocre e sbogliato ma capace d'improvvisi picchi di genialità. A limitarlo vi sono una madre oppressiva e classista ai limiti dell'idiozia, un fratello maggiore cleptomane che entra ed esce di galera, un padre avvilito e assente e un fratello minore ritardato. In questo quadro negativo Franco Percoco riuscirà a stento a conseguire il diploma di maturità scientifica, nonché a sedurre varie donne di generi disparati: prostitute (una in particolare sarà il suo primo ed eterno amore), cameriere, turiste straniere, studentesse e via dicendo, ma stressato dalla madre svilupperà un temperamento sempre più isterico e ribelle.

 

Soggetto a continui mal di testa, fallirà tutte le esperienze universitarie e dopo un blando tentativo di intraprendere la carriera militare, si ridurrà ad aiutare il padre nel suo (all'epoca) rispettabile impiego di tecnico presso le ferrovie.

Non durerà: i pochi amici e la fidanzatina non riescono a placare la rabbia interiore di Franco, che odia sempre più padre assente, madre idiota e fratello malato.

Così il 27 maggio 1956 li farà secchi tutti e tre, ne squarterà i cadaveri in modo da poterli posizionare nelle suppellettili della stanza da letto e, dopo aver irrorato per bene la casa di deodoranti vari per nascondere i miasmi della putrefazione, si divertirà con gli amici e la fidanzata, tra alcool, feste e balli.

Peccato che un vicino, allarmato dal crescente lezzo di carogna, decida di chiamare la polizia.

 

Qualche giorno dopo Percoco, mentre Bari è terrorizzata dall'aggirarsi del nuovo 'mostro' per le sue strade, sarà catturato a Ischia.

Il resto è storia nostra.

 

 

Devo dire che Marcello ha lavorato molto bene. Le attività di documentazione sono state svolte perfettamente e la cronaca, se pur romanzata, non si concede alcuno slancio, come invece tipico delle narrazioni in terza persona onnisciente.

 

Percoco è con noi lungo le 280 e più pagine e ci sembrerà di sentirlo, di fare nostri suoi tormenti, i suoi patemi, la sua infelicità. La tara familiare che evidentemente affligge anche lui è rivelata pian piano, quei blocchi genetici al comune ragionare sono assorbiti dal lettore in tutta scioltezza, come anche la genesi del male. Alle volte ci si dimentica che si stia raccontando un fatto vero, pare piuttosto di ritrovarsi immersi in un buon giallo all'italiana.

Qualche eccesso di punteggiatura e trascurabili refusi, oltre a scelte stilistiche un po' retrò non inficiano la bontà di un testo ben riuscito sotto ogni aspetto.

 

A voler essere pignoli in un paio di casi ho notato delle brevissime sortite del narratore che in prima persona (e non in terza!) si produce in giudizi di contorno, il che farebbe storcere il naso a certi blogger estremisti di mia conoscenza... ma questo non è un testo da critica radicale; essendo al contrario la ricostruzione fedele di un caso giudiziario pugliese, è verosimile che il libro non potrà affrancarsi del tutto dal suo legame al territorio e pertanto sortite e comparsate su siti letterari generalisti saranno, a mio parere, di scarsa utilità.

 

In ogni caso il romanzo sta avendo un eccellente riscontro di pubblico e vendite e, porgendo al mio fratello minore i più vivi complimenti, l'invito a proseguire su questa strada, che non potrà non regalargli i successi che merita.

 

Trattandosi di una recensione 'in famiglia' il libro non riceverà il voto.

A metterlo dovranno pensarci i lettori.

Views: 1349 | Added by: edorzar | Rating: 4.8/4
Total comments: 1
1  
Ti ringrazio Vito per la recensione che ritengo molto positiva e condivido , chiaramente , con entusiasmo ! Il caso Percoco fu così raccapricciante che non ho dovuto fare grossi sforzi di fantasia , ma anzi , paradossalmente mi sono ritrovato a dover scremare una realtà che sarebbe parsa inverosimile ad un lettore se l'avessi tradotta integralmente nel mio libro . Le mie sortire in prima persona appartengono alla mia maniera di scrivere , possono piacere, possono disturbare , come nel tuo caso ; credo però che siano così rare da poter essere considerate innocue.
ti ringrazio ancora!
Marcello

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